Nirvana al Drive-Thru: Una Meditazione Discordiana sul Futuro Robotico
- vincenzo d'urso
- Jan 1
- 1 min read
The Aftermath 71, 3191 YOLD – 1 gennaio 2026
Qualcuno ha commentato la mia previsione sul drive-thru del 2030:
completamente ridisegnato per auto autonome, nessun contatto visivo, insomma, un paradiso per introversi.
La risposta:
“Ti spaventa? Io odio guidare.
”Ah, dolce innocenza. No, non mi spaventa.
Mi diverte nel modo più ironico possibile.
Immaginatelo:
arrivate con il vostro pod autonomo.
Nessuna chiacchiera imbarazzante con il ragazzo alla finestra.
Nessun “buona giornata” recitato a memoria.
Braccio robotico passa il sacchetto.
Transazione completata.
Solitudine pura avvolta in patatine.
Nirvana per introversi, sì.
Ma la vera battuta è più profonda.
Il futuro spacca la tavola in due:
cibo utilitario – robot-perfetto, economico, veloce, senz’anima.
cibo di lusso – umano-imperfetto, costoso, imprevedibile, vivo.
Una parte serve calorie con precisione chirurgica.
L’altra serve errori che sanno di memoria.
Indovinate da che parte sta la Dea? I robot del drive-thru possono tenersi la loro efficienza.
Noi restiamo nei templi nascosti:
fuoco che a volte brucia il pane,
mani che a volte fanno cadere il raviolo,
risate che a volte versano il vino.
La perfezione è per le macchine.
Il caos è per i vivi.
Il commentatore pensa che io abbia paura del non-contatto visivo.
Io ho paura di un mondo dove il contatto visivo diventa lusso.
Ma tranquilli.
I ribelli avranno sempre un tavolo.
Con umani veri.
Errori veri.
Caos vero.I robot si tengano il drive-thru.
Noi ci teniamo l’intoppo.
Kallisti.



Comments